Niente telefoni per gli studenti delle scuole private e pubbliche di ogni ordine e grado. È questa la più grande novità del nuovo anno scolastico.
In classe senza telefono cellulare
Con la ripresa delle lezioni molti si aspettavano delle novità che puntualmente sono arrivate. Non solo, quindi, l’importante riforma dell’esame di maturità ma una vera piccola rivoluzione destinata a coinvolgere tutti corsi. Al centro, l’oggetto più controverso della nostra epoca. Stiamo parlando del cellulare o, più comunemente, del telefonino nei confronti di cui, giovani e adulti, si trovano ogni giorno a fare i conti sviluppando spesso delle dipendenze patologiche.
Chi vive all’interno del mondo della scuola ha potuto sperimentare direttamente le forti resistenze da parte degli studenti ad obbedire alla semplice richiesta di “metterlo via”. Per molti di loro si è trattata di una battaglia persa in partenza, per giunta logorante e frustrante.
Gli stessi genitori, interpellati sull’argomento, ammettevano la loro difficoltà a convincere i propri figli a spegnerlo o a separarsene almeno nei momenti di aggregazione come la cena o il pasto domenicale. Qualcuno ammetteva di avere persino escogitato degli espedienti che sulla lunga si sono dimostrati del tutto inefficaci.
Usare il cellulare in modo coscienzioso, anche nelle scuole private
Ma è davvero possibile aiutare gli studenti ad un uso coscienzioso dei loro telefonini? Su due piedi, liberare i giovani da questa dipendenza non sembrerebbe una faccenda di facile risoluzione. Del resto, nemmeno gli adulti possono vantare maggior giudizio nel loro utilizzo.
Indubbiamente, a risentirne in modo sfacciato è stato appunto il mondo della scuola. Sempre secondo quanto riportato dagli insegnanti la frenesia da telefono avrebbe drasticamente ridotto negli anni la capacità di concentrazione dei singoli, e molto spesso dell’intera classe. Il bisogno compulsivo di postare, guardare, di mettere like in modo acritico in ogni momento fa sì che molti non riescano a concentrarsi su quanto viene fatto in classe se non per brevi periodi, con gravi ricadute sull’apprendimento e sulle prestazioni.
Di fronte a dati e testimonianze tanto preoccupanti il Ministro dell’istruzione ha bandito l’utilizzo dei telefoni dalle aule delle scuole italiane. Perciò, mai più telefoni che suonano, vibrano o si illuminano mentre l’insegnante spiega. Gli studenti verranno invitati a depositare il telefono personale, rigorosamente spento, all’inizio delle lezioni, per poi ritirarlo al termine della giornata. L’idea va certamente nella giusta direzione sebbene abbia immediatamente creato delle preoccupazioni in coloro che avranno la responsabilità di ritirare e sorvegliare i numerosi oggetti proibiti.
Non una mansione semplice, dunque. Il rischio che qualcuno possa furtivamente impossessarsene approfittando di qualche disattenzione non tranquillizza il personale scolastico che pure, al tempo stesso, si rallegra della messa in atto del tanto atteso provvedimento.
Scuole private: ACCADEMIA AVVENIRE si attrezza per la messa in atto delle nuove regole
Nuovo anno scolastico e nuove regole da applicare anche per il prestigioso istituto privato milanese. Accademia Avvenire, con un bagaglio di esperienza trentennale, si accinge a adeguarsi al provvedimento ministeriale con la serietà e il rigore che da sempre la contraddistinguono.
Al di là delle tradizionali discipline scolastiche, l’insegnamento del rispetto delle regole di convivenza all’interno della classe e degli spazi comuni è sempre stato uno dei motivi di orgoglio della scuola nonché punto fermo del suo progetto educativo. La scuola ha il compito di preparare ma anche di renderci consapevoli degli altri, e non ultimo dei rischi che alla lunga alcuni comportamenti possono arrecare alla nostra salute mentale.
Per applicare il provvedimento l’istituto si è munito di vaschette sufficientemente capienti da contenere i telefoni dei ragazzi delle varie classi. In realtà, già prima della presa di posizione del Ministro dell’istruzione, qualcosa di simile era stato introdotto. Ai ragazzi veniva chiesto di depositare in un apposito contenitore i propri telefoni concedendo loro la possibilità di riprenderli per qualche minuto al cambio dell’ora o di utilizzarli durante l’intervallo di metà mattinata.
Da queste misure erano esclusi gli alunni delle ultime classi ai quali si pensava di potere dare fiducia facendo leva su loro grado maggiore di età e, dunque, di maturità. Da quest’anno invece anche presso l’Accademia Avvenire non sarà fatta alcuna eccezione. Il provvedimento riguarderà tutti senza esclusione, maggiorenni compresi, a conferma che il problema non interessi esclusivamente le fasce di età anagraficamente più giovani.
Il punto di vista degli alunni interpellati nelle scuole private
Cosa ne pensano gli studenti di queste limitazioni? Inutile nascondere che fin da subito molti le abbiano classificate come eccessive oltre che anacronistiche. Il telefono accompagna le loro giornate, e per certi versi è divenuto assolutamente indispensabile. Inoltre, alcuni di loro, al contrario di quanto sostenuto dal Ministero, evidenziano la loro utilità didattica bocciando interamente l’essenza stessa del provvedimento.
Altri, hanno accolto con sollievo questa decisione che per forza di cose li obbligherà a prendere le distanze da quella che in fondo appare pure a loro come una vera dipendenza. Infine, vi sono quelli che si potrebbero definire “i rassegnati”; quelli, insomma, che il provvedimento lo subiscono senza reagire.
Barcamenarsi, dunque, fra umori diversi, divieti e proibizioni non sarà facile per nessuna scuola. Alla fine dell’anno scolastico anche Accademia Avvenire sarà chiamata a fare le sue valutazioni. Sarà infatti solamente al termine dell’anno scolastico appena iniziato che si potrà conoscere in quale misura il provvedimento abbia favorito fra i suoi iscritti un più proficuo percorso di recupero scolastico da parte di coloro che hanno scelto di intraprendere i cosiddetti due anni in uno.