Con il prossimo anno scolastico il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ha deciso, niente cellulare a scuola, e ha stabilito il divieto di utilizzo del cellulare in classe anche a scopi didattici. Il divieto, parzialmente già in vigore per le scuole primarie e secondarie inferiori dallo scorso anno scolastico, a partire dal 2025/26 verrà esteso anche alle scuole secondarie superiori.
Il provvedimento punta ad arginare una serie allarmante di comportamenti associabili a un utilizzo eccessivo delle tecnologie fra gli adolescenti. L’età evolutiva è notoriamente la fase di crescita più delicata. Al tempo stesso, però, rappresenta anche quella verso la quale è ancora possibile esercitare degli interventi correttivi.
Da decenni sono stati i temi legati alle dipendenze da sostanze tossiche quelle sui quali gli insegnanti e gli educatori si sono dovuti maggiormente concentrate. Con il diffondersi dei telefonini, e più in generale delle tecnologie, alle problematiche tradizionali, si sono aggiunte prepotentemente le dipendenze legate a un uso compulsivo dello smart phone.
Il danno che ne è derivato rischia seriamente di dimostrarsi non meno grave o pericoloso del consumo delle cosiddette sostanze stupefacenti. Dissociazione dalla realtà, nervosismo, rabbia, insonnia, disturbo dell’attenzione, autoisolamento, sedentarietà sono solamente alcuni fra i disturbi frequenti evidenziati fra gli adolescenti derivanti da un uso tossico del comune telefonino.
NIENTE CELLULARE A SCUOLA: COME COMPORTARSI
Accademia Avvenire ha accolto con favore il provvedimento voluto dal Ministro. In realtà, già dall’anno scolastico da poco terminato si era deciso di ritirare l’apparecchio telefonico ai ragazzi fino alla terza classe, mentre agli studenti del quarto e del quinto anno, e più in generale ai maggiorenni, si concedeva di tenerlo con sé a patto di non consultarlo o utilizzarlo durante le lezioni.
Gli studenti si sono così dovuti adattare al nuovo provvedimento, qualcuno semplicemente perché obbligato, altri per senso di responsabilità. Naturalmente, in alcuni casi qualche studente ha palesato una certa contrarietà a rispettare la misura adottata provando ad aggirarla o a contrastarla ritenendola illegittima.
Ciò non ha fatto che confermare i timori largamente diffusi fra gli addetti ai lavori secondo i quali alcuni studenti soffrirebbero di un disturbo del comportamento che si manifesta attraverso una reale dipendenza e dunque incapacità di staccarsi dal proprio apparecchio.
A fronte di dati sconfortanti come quelli citati va altresì sottolineato come la maggior parte dei ragazzi abbia accolto con favore la richiesta accettando di depositare i propri telefonini in appositi contenitori forniti dalla scuola. Gli stessi studenti hanno inoltre riconosciuto come la momentanea separazione, oltre ad essersi rivelata più facile di quanto immaginassero, aveva recato loro degli indiscussi benefici sia a livello di umore quanto di resa scolastica.
COME CAMBIANO LE REGOLE PER GLI STUDENTI DEGLI ULTIMI ANNI
La dipendenza da telefono ha portato all’imposizione di niente cellulari a scuola, questo è purtroppo un fenomeno trasversale alle generazioni, e quindi non esclusivo degli studenti più piccoli del primo biennio. Talvolta sono infatti quelli del secondo biennio o dell’ultimo anno a mostrare delle peculiari difficoltà nel concentrarsi.
Ritirare anche a loro il telefono potrebbe perciò rivelarsi una scelta azzeccata capace di favorire una maggiore concentrazione ed equilibrio comportamentale. I motivi di distrazione sono infatti molto spesso legati alla voglia irrefrenabile di controllare le piattaforme social con conseguente mancato interesse a socializzare con il vicino di banco.
NIENTE CELLULARE A SCUOLA, A QUALI TECNOLOGIE AFFIDARSI
Abbracciare una crociata contro un uso indiscriminato dello smart phone potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Gli studenti potrebbero infatti identificare la scuola come un luogo ostile e a loro lontano, con effetti negativi sotto ogni punto di vista.
Nonostante il secco divieto del Ministro è invece opportuno rivalutare l’uso delle tecnologie. Talvolta il loro utilizzo si è rivelato utile rispetto a studenti con difficoltà specifiche, come i BES o i DSA i cui casi sono in costante incremento. Il dato di per sé preoccupante costringe gli insegnanti a adottare delle modalità didattiche alternative dove anche i telefonini, se usati con cautela, potrebbero avere una loro efficacia.
Affinché non si tradisca il monito del Ministero dell’Istruzione è però importante che ciò avvenga sempre sotto la supervisione del docente ed esclusivamente se si dimostri una loro effettiva validità nell’andare incontro a eventuali carenze o difficoltà di apprendimento da parte dello o degli studenti.
Va da sé che la LIM – lavagna interattiva multimediale – come strumento di potenziamento della stessa attività didattica non rientra fra le tecnologie oggetto della nota ministeriale. Pure i PC, portatili e fissi, qualora le materie lo pretendano, possono essere tranquillamente utilizzati a scopi scolastici.
NIENTE CELLULARE A SCUOLA E ANALFABETISMO DIGITALE
Se da una parte è importante contrastare ogni comportamento difforme e disfunzionale, dall’altra è fondamentale che una scuola moderna non alimenti l’analfabetismo digitale. Si tratta di un fenomeno opposto a quello descritto ma non per questo meno preoccupante. Dimostrare scarsa dimestichezza verso le moderne tecnologie equivale infatti a ciò che una volta corrispondeva a non sapere leggere o scrivere.
Fra le recenti novità vi è la ormai nota IA o Intelligenza Artificiale. Estesasi con rapidità in ogni ambito, c’è da scommettere che presto il fenomeno riguarderà anche la scuola. Per non trovarsi impreparati si dovrà giocare d’anticipo. Trovare il giusto equilibrio fra tradizione e innovamento è la sfida educativa futura anche per una scuola di recupero scolastico dove i nostri giovani, meglio degli stessi adulti, potranno ricoprire un ruolo centrale.
Accademia Avvenire ha sempre lavorato per mantenere intatta la sua identità, fatta di metodo e rigorosità, sapendosi parallelamente aprire alle novità del momento. Per questa ragione riteniamo giusto limitare l’uso compulsivo del telefono senza però trasformare tutte le tecnologie in un mostro pericoloso.
Accademia Avvenire ha raggiunto un riconosciuto prestigio nell’ambito dell’istruzione privata milanese accogliendo con entusiasmo le sfide educative e le novità del presente senza timore, proponendo percorsi regolari e bienni di recupero scolastico. Contando su di un alto livello qualitativo, da oltre trent’anni ha centrato gli obiettivi che si era prefissata rimanendo ai vertici di gradimento fra le scuole private selezionate dai milanesi e dagli studenti lombardi.